Riceviamo dal sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, e pubblichiamo:
«Ho seguito e letto sia sulla stampa che sui social, con molta attenzione, il dibattito sul contributo parametrico della ricostruzione post sisma del 2016/2017 che colpì il centro Italia. Il primo a scagliarsi pesantemente contro il provvedimento emesso dal Commissario Castelli, oggi alla bollinatura della Corte dei Conti, è stato l’attuale Presidente dell’Ance Marche e il suo Consiglio Consiglio Direttivo; un intervento con cui paventava anche eventuali ritorsioni nella prossima, imminente, campagna elettorale e addirittura la paralisi della ricostruzione nell’area del cratere. Gli facevano eco gli immancabili onorevoli delle opposizioni particolarmente amanti del Bonus 110, provvedimento che ha messo il nostro paese in gravissime difficoltà e che continuerà a sottrarre risorse al Welfare e agli investimenti per almeno un decennio. Si aggiungono infine le altre associazioni di categoria che vorrebbero addirittura redigere il prezziario regionale. Tutto ciò premesso mi sembra giusto tentare di fare un po’ di chiarezza sull’argomento illustrando semplicemente quanto segue.
Questa immensa ricostruzione, sia in termini di danni oltre che di estensione territoriale, un dato positivo ce l’ha, ed è la conoscenza che si può ricavare dall’insieme di dati che giorno dopo giorno gli Uffici Speciali della Ricostruzione e la Struttura Commissariale elaborano; un dato è certo, non tutti i cittadini che hanno ricostruito le proprie case hanno usato il superbonus, inoltre si conosce bene dove il sisma ha inciso maggiormente e dove meno. Grazie all’analisi congiunta di questi dati, l’ordinanza in uscita agisce in un intervento combinato: da un lato l’incremento del parametro che tiene conto degli aumenti Istat dal 2022, anno dell’ordinanza 126, dall’altro maggiorazione su parametri esistenti e l’introduzione di nuovi per rispondere alla ricostruzione che effettivamente richiede un accollo ai cittadini, ovvero quella più pesante. Un esempio su tutti, la possibilità di cumulare il 10% definito per i Comuni del cratere ristretto con il 10% del cantiere disagiato; senza dimenticare punti innovativi, come il 10% per la realizzazione di strutture portanti in legno o il fondamentale +20% per le strutture alberghiere, strategiche per rilanciare l’Appennino Centrale. Tutto si poggia su uno strumento fondamentale, l’aggiornamento del Puc in modalità analitica partendo dal prezzo dei materiali. «Oggi è fondamentale per garantire uno strumento omogeneo per tutto il cratere, con prezzi reali, uno strumento strategico per combattere, inoltre, eventuali infiltrazioni e assicurare un giusto prezzo a garanzia delle molte imprese del territorio che lavorano onestamente».
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