«Cauto ottimismo dal Micam» Le proposte e le richieste di Cna

IN FIERA i vertici Cna hanno avuto modo di dialogare con i rappresentanti delle istituzioni in visita agli stand, ricordando le misure che le aziende del settore moda continuano a chiedere a gran voce: estensione della cassa integrazione, decontribuzione, agevolazione dell’accesso al credito, internazionalizzazione, misure ah hoc per la filiera e che soprattutto possano diventare strutturali.

Da sx: il direttore Cna Fermo, Andrea Caranfa, e il presidente di Cna Marche, Paolo Silenzi

«Cauto ottimismo dal Micam di Milano. Le imprese presenti in fiera riferiscono che i buyer non sono mancati, con alcuni ritorni importanti come Russia, Ucraina, Svizzera e Stati Uniti. Tuttavia i budget ridotti e il poco tempo a disposizione si traducono in ordini di quantitativi scarsi, che ovviamente non servono a sostenere la produzione di tutta la stagione». E’ quanto fanno sapere, direttamente dalla fiera a Milano, da Cna Fermo. 

«Le condizioni in cui si trovano ad operare i buyer – commenta Paolo Mattiozzi, presidente di Cna Federmoda Fermodeterminano un acquisto frettoloso, che non aiuta il tessuto produttivo per la ripartenza necessaria. La fiera resta un appuntamento strategico, per le aziende che ne riescono ancora sostenerne i costi, potendo anche contare su bandi e risorse dedicate di Regione Marche e Camera di Commercio delle Marche, non tanto per la ricerca di nuovi clienti, quanto come occasione di confronto e scambio con le altre realtà produttive e per la condivisione di strategie e modalità di azione». 

Una soluzione per ovviare ai tempi stretti potrebbe essere lavorare sui cataloghi on line, da affiancare all’elenco espositori: «Un investimento in digitalizzazione – dichiara il direttore generale Cna, Fermo Andrea Caranfa, che è anche il responsabile regionale di Cna Federmoda che sarebbe davvero auspicabile”. “Le aziende sembrano valutare positivamente questa esperienza al Micam – aggiunge Caranfa – dopo gli ultimi due anni caratterizzati da una fortissima stasi del mercato. E’ il segnale che qualcosa si sta timidamente muovendo per un settore tanto importante quanto in difficoltà. Ovviamente non vuol dire abbassare la guardia, perché queste imprese rappresentano una produzione di altissima qualità, realizzata da operatori competenti, che deve essere sostenuta attraverso provvedimenti dedicati e strutturali».  

In fiera i vertici Cna hanno avuto modo di dialogare con i rappresentanti delle istituzioni in visita agli stand, ricordando le misure che le aziende del settore moda continuano a chiedere a gran voce: estensione della cassa integrazione, decontribuzione, agevolazione dell’accesso al credito, internazionalizzazione, misure ah hoc per la filiera e che soprattutto possano diventare strutturali. 


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