Ciccioli a Ricci: «Ora si dimetta da europarlamentare» Insorgono i dem del Fermano: «Da che pulpito la predica!»

VERSO LE REGIONALI - La provocazione dell'esponente di FdI-Ecr: «Ha già dichiarato che vince, dunque l'immunità parlamentare non gli servirà». Ma i dem Patrizia Canzonetta e Paolo Nicolai rispediscono al mittente, con sarcasmo, l'invito dell'europarlamentare tirando in ballo i "casi" del centrodestra

Ciccioli-parlamento-foto

Carlo Ciccioli al Parlamento europeo

«Ricci, la prossima settimana andiamo a protocollare insieme le tue dimissioni da parlamentare europeo?». È la provocazione che l’europarlamentare FdI-Ecr, Carlo Ciccioli, rivolge a Matteo Ricci dopo l’ufficializzazione della candidatura a governatore delle Marche (leggi l’articolo).

«Quali siano i problemi di Matteo Ricci legati ad “affidopoli” sono piuttosto chiari – esordisce Ciccioli – e, seppur da garantista, non posso dimenticare che uno dei maggiori refrain del Pd è che loro, in particolare Ricci, sono migliori di noi. Per questo invito il candidato unico del Pd a dimettersi da parlamentare europeo. Tanto ha dichiarato che vince, quindi l’immunità parlamentare non gli serve. Suvvia Matteo – l’esortazione -, dimostra con i fatti il coraggio, io la chiamerei arroganza, che ti attribuisci ogni due per tre. Andiamo insieme a protocollare le tue dimissioni, così i marchigiani sapranno con certezza assoluta che non imiterai Ida Simonella e tanti altri tuo compagni di partito che hanno dichiarato che non si sarebbero dimessi in caso di sconfitta salvo poi farlo. Ripeto tanto hai detto che vinci, quindi non farai altro che anticipare ciò che sarai chiamato a fare a ottobre».

Poi l’analisi di Ciccioli: «La verità è che non lo farà perché in primis perderà e, in conseguenza di ciò, molto utile sarà l’ombrello dell’immunità parlamentare, metti caso che l’inchiesta “affidopoli” si complichi, non si sa mai, meglio rimanere ben ancorato al seggio europeo. L’ultimo pensiero lo dedico al Movimento 5 stelle e al resto dei partiti del centrosinistra, satelliti nel migliore dei casi, vassalli alla corte di Ricci nella realtà. Oltre qualche comunicato con parole di fuoco non possono fare. È già tutto deciso, Ricci ha il programma, è il testimonial, è l’uomo solo al comando, e a tutti gli altri non resta che recitare una parte in commedia, meglio sarebbe dire una tragedia, fingendo dissapori, fibrillazioni, punti programmatici conquistati, ma in realtà ossequiare l’unico candidato possibile di una ritrovata, finta, unità del Pd, accettando l’inaccettabile».

Patrizia Canzonetta, qui proprio con Matteo Ricci

Dichiarazioni subito arrivate all’orecchio dei dem, anche nel Fermano. E la prima a insorgere è Patrizia Canzonetta, membro della segreteria regionale Pd: «All’onorevole Ciccioli vorrei ricordare che lui stesso quando si è candidato al parlamento europeo non si è dimesso da consigliere regionale. Sempre per restare in tema, nel 2022 si sono candidati al parlamento della Repubblica quattro assessori della giunta Acquaroli: Mirco Carloni, Giorgia Latini, Guido Castelli e Stefano Aguzzi ma nessuno degli assessori si è dimesso prima di aver ricevuto l’incarico. Lo stesso Acquaroli quando si candidò alla presidenza della regione era un parlamentare della repubblica, si votò il 20 Settembre 2020 le sue dimissioni dalla camera dei deputati portano la data del 22 ottobre 2020 e parlando del presidente ricordiamo tutti che per andare in parlamento interruppe l’incarico da Sindaco del suo comune. Eh già! Da quale pulpito viene la predica».

Paolo Nicolai

Pungente anche il consigliere comunale Pd di Fermo, Paolo Nicolai: «Pensa tu: nel 2020 il tuo Acquaroli – scrive Nicolai, rivolgendosi a Ciccioli – si candidò alla presidenza della Regione da parlamentare, votammo il 20 settembre, si dimise a fine ottobre da onorevole. Adesso Ciccioli invita gli altri a comportarsi come non si sono comportati loro».


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