«Imbrattata la panchina europea» La condanna del Mfe

FERMO - «Quando non piace la politica di un qualsiasi Governo non si mette, di conseguenza, in discussione l’assetto dell’intera Repubblica. Lo stesso vale per la Ue. Auspichiamo che tutte le istituzioni che hanno appoggiato e/o contribuito alla realizzazione della panchina prendano le distanze da un simile gesto»

«La panchina europea, inaugurata appena quattro giorni fa, alla presenza delle istituzioni, è stata imbrattata e con essa il pavimento attiguo, con scritte fatte da chi non ha nessun rispetto per il patrimonio pubblico. Un gesto che sicuramente condanniamo». E’ la condanna della sezione fermana del Movimento federalista europeo.

«La bandiera dell’Ue rappresenta le istituzioni democratiche che, dal dopoguerra ad oggi, sono state baluardo di pace, libertà, democrazia e stato di diritto. Essa, non a caso, è presente a qualsiasi ingresso di sede istituzionale come i municipi, le sedi delle regioni, i tribunali e le scuole. Non si possono e non si devono confondere le istituzioni democratiche con chi le governa. Quando non piace la politica di un qualsiasi Governo non si mette, di conseguenza, in discussione l’assetto dell’intera Repubblica. Lo stesso vale per la Ue: si può non concordare con le decisioni prese sul riarmo, ma questo non vuol dire dover minare l’assetto istituzionale dell’Europa. Il Movimento Federalista Europeo sez. Fermo è a favore della creazione di una vera difesa comune e non al riarmo dei singoli Stati. Non  appoggiamo la linea della presidente della Commissione Europea Von Der Leyen. Il Movimento nasce con un obiettivo opposto alla visione che gli stessi governanti hanno dell’Ue; infatti chiede la modifica dei trattati e il completamento di un processo, purtroppo, rimasto interrotto, ovvero la creazione di un’Europa federalista. Un progetto che deve riavviarsi e che rappresenta l’unica vera soluzione per avere un’Europa libera da qualsiasi influenza esterna e capace di determinare la propria politica. Non 27 strategie diverse, non 27 eserciti o peggio il riarmo per ognuno di essi; bensì un’unica politica estera e la costruzione di una difesa comune. No guerra ma diplomazia. Noi federalisti vogliamo mettere in risalto la realizzazione della comunità europea come esempio lampante di come sia il dialogo che la diplomazia possano avere  la meglio sui conflitti. All’indomani della II Guerra Mondiale pensate che vinti e vincitori si misero a tavolino per  dialogare e  per costruire la Comunità europea. Determinati ad impedire il ripetersi di un simile terribile conflitto, i governi europei giunsero alla conclusione che la fusione delle produzioni di carbone e acciaio avrebbe fatto sì che una guerra tra Francia e Germania, storicamente rivali, diventasse – per citare Robert Schuman – non solo impensabile, ma materialmente impossibile. L’integrazione europea è stata concepita, dunque, per arrestare ed invertire le crisi dell’Europa nelle due guerre mondiali, attraverso la costruzione di un ordinamento così forte da essere in grado di rafforzare il lato creativo della diversità, respingendo quello distruttivo. Questo è il messaggio che si vuole lanciare anche con iniziative come quella di sabato. Auspichiamo che tutte le istituzioni che hanno appoggiato e/o contribuito alla realizzazione della panchina prendano le distanze da un simile gesto».

 


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