Accoltellamento ad Amandola: la perizia conferma l’imputabilità del ragazzo

GUP - Oggi si è svolta l'udienza davanti al giudice Barbara Caponetti del tribunale di Ascoli. E' stata sentita la dottoressa Ida De Lauretis secondo cui l'imputato era in grado di intendere e di volere all'epoca dei fatti. Il 4 giugno la discussione del rito abbreviato

Tribunale di Ascoli Piceno

di Alessandro Luzi

L’imputato era nella piena facoltà di intendere e di volere all’epoca dei fatti: questo in sintesi il risultato della perizia psichiatrica della dottoressa Ida De Lauretis svolta sul 20enne, accusato di aver accoltellato l’amico nella notte tra il 25 e il 26 luglio. Per quei fatti il giovane è accusato di tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi. Oggi il gup Barbara Caponetti del tribunale di Ascoli ha ascoltato la dottoressa che ha confermato l’imputabilità del ragazzo. 

Il 30 gennaio, su richiesta degli avvocati difensori Olindo Dionisi e Massimo Comini, il giudice aveva disposto la perizia psichiatrica sull’imputato. La difesa aveva chiesto l’esame per valutare le capacità del ragazzo di stare in giudizio, l’eventuale sussistenza della pericolosità sociale e se all’epoca dei fatti fosse in grado di intendere e di volere. Il consulente nominato dalla difesa è il dottor Angelomarco Barioglio. L’avvocato Emiliano Carnevali, che assiste il padre della vittima che si è costituito parte civile, ha nominato come consulente Gianni Giuli.

Dionisi e Comini hanno presentato al giudice l’istanza di sostituzione della misura cautelare in carcere, dove si trova dal giorno dell’arresto (26 luglio), con gli arresti domiciliari. Il pm Cinzia Piccioni ha espresso parere favorevole. Il giudice si è riservato e ha rinviato l’udienza al 4 giugno per la discussione del rito abbreviato. 

Secondo le ricostruzioni dell’accusa, Rotini si sarebbe recato a casa della vittima e, dopo un breve scambio di parole, lo avrebbe aggredito alle spalle con un coltello da cucina, infliggendogli diversi fendenti al torace, al dorso e al collo.

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