Buoni pasto arretrati, c’è l’accordo tra la Cgil e l’Ast

LAVORO - Il sindacato: «L'intesa permetterà ai dipendenti interessati di recuperare la quasi totalità di quanto de essi rivendicato attraverso la nostra azione vertenziale, con una retroattività di oltre dieci anni»

A distanza di un anno dall’accordo raggiunto con la Direzione Generale dell’Ast di Fermo, altre diverse decine di lavoratrici e lavoratori dell’azienda sanitaria, rappresentati dall’Organizzazione Sindacale FP CGIL, vedranno riconosciuti migliaia di euro di arretrati nella propria busta paga di maggio.

«Dopo una lunga negoziazione si è infatti arrivati a siglare una nuova intesa che – affermano dal sindacato -, in merito al risarcimento per la mancata fruizione del buono pasto, permetterà ai dipendenti interessati di recuperare la quasi totalità di quanto de essi rivendicato attraverso la nostra azione vertenziale, con una retroattività di oltre dieci anni. L’accordo approvato, oltre ad interessare decine di operatrici e operatori sanitari, andrà a sanare anche le posizioni di alcune/i ex dipendenti dell’Ast di Fermo che oggi prestano altrove la propria opera lavorativa o sono in pensione, e soprattutto porterà a conclusione la vertenza sindacale per le figure amministrative che proprio la Fp Cgil aveva aperto ormai sei anni fa, e che si chiuderà dunque con l’ottenimento, per i nostri iscritti, del pagamento di somme risarcitorie conteggiate a partire addirittura dall’anno 2009».

«Come Fp Cigil sottolineiamo inoltre l’importanza di aver perseguito e raggiunto un risultato che incontra la piena soddisfazione di ambo le parti – concludono dal sindacato -, evitando di avvalerci dell’assistenza dei nostri avvocati di fiducia, e permettendo così all’Azienda di risparmiare quelle somme – soldi pubblici, dunque a carico di tutta la collettività – che sarebbero dovute essere destinate alla liquidazione delle spese legali».


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