Regionali, Calcinaro: «Non ho il “gusto” di cercare una casacca partitica» Ma il post non esclude una candidatura civica
FERMO - Per il sindaco con l'essere civico si perde «quel gusto così italiano e politico di dover cercare la casacca, e la candidatura, partitica più in voga oggi, per poi magari cambiarla repentinamente dopo poco perché si sa...i sondaggi tra i partiti cambiano velocemente. Se questi sono i miei limiti...me li tengo stretti!»
Un post sibillino, come non di rado gli capita di fare. Ma se lo si fa a poco più di cinque mesi dalle elezioni regionali, con il suo nome dato sempre più per papabile tra i candidati a un posto in Consiglio, è fisiologico alimentare ipotesi e congetture. Stiamo parlando del post sul suo profilo Facebook, del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro.
Due i concetti, in linea di massima, che si possono estrapolare da quelle poche righe pubblicate sul social network: Calcinaro non aderirà ad alcun partito, restando civico. E non si candiderà. Anzi no, puntualizzazione doverosa: non sarà oggetto di una candidatura partitica. Presa di posizione, quella del primo cittadino che, dunque non esclude una sua candidatura in un listone civico “del Presidente”.
Il sindaco esordisce con una disamina sul suo civismo: «Essere civico, un amministratore civico, ha tante controindicazioni. È vero. Quella di cercare di rispettare la fiducia di elettori che ti hanno dato un mandato per quello che fai per la città, al di là delle ideologie proprie. Quella di poter dialogare con tutte quelle forze politiche dei livelli superiori che dimostrano rispetto per la tua comunità, indipendentemente dall’appartenenza ma per apprezzamento di quanto proponi andando oltre la logica degli “amici degli amici”. Ma soprattutto – continua Calcinaro – perdi quel gusto così italiano e politico di dover cercare la casacca, e la candidatura, partitica più in voga oggi, per poi magari cambiarla repentinamente dopo poco perché si sa…i sondaggi tra i partiti cambiano velocemente. Se questi sono i miei limiti…me li tengo stretti!».