La Polizia Penitenziaria spegne 208 candeline: ecco tutti i numeri della casa di reclusione di Fermo

FERMO – Importante momento quello vissuto all’Its Academy per festeggiare un anniversario importante e porre l’accento sulla situazione del Corpo Polizia Penitenziaria di Fermo con i dati nel 2024 presentati all’assemblea per chiudere con i riconoscimenti agli agenti che si sono particolarmente distinti.

L’Auditorium Its Academy in piazzale Azzolino, a Fermo, ha ospitato stamattina la cerimonia di celebrazione del 208esimo anniversario di fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, un omaggio all’impegno quotidiano di donne e uomini che con dedizione e professionalità garantiscono la sicurezza e il rispetto della legalità all’interno della Casa di Reclusione di Fermo. Presenti il prefetto Edoardo D’Alascio, il presidente della Provincia di Fermo Michele Ortenzi e il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro. Con loro le massime autorità provinciali delle forze dell’ordine, civili e sanitarie.

Inizio con l’inno di Mameli e con la lettura del messaggio del Capo del dipartimento di Polizia Penitenziaria Lina di Domenico, letto dall’ispettore Tavoni. «Un grazie enorme al servizio che fate da sempre in maniera esemplare, esprimendo anche il grazie alle vostre famiglie che vi seguono da sempre nella vostra missione civile. Stiamo lavorando in vista delle nuove sfide che il settore richiede, ritenendo modernizzare il corpo preservandone le peculiarità. Molto è stato fatto ma altrettanto resta da fare per migliorare il nostro sistema penitenziario ispirandoci ai più alti valori di giustizia» sono le parole significative espresse nel messaggio rivolto agli agenti.

Il Comandante di reparto della Casa di reclusione di Fermo, Nicola Quadraroli, ha presentato i numeri del lavoro svolto: «La Casa di reclusione di Fermo garantisce alle altre forze di polizia un solido riferimento. Il nostro organico è di 52 unità di cui 5 distaccate verso altre sedi: 5 ispettori, 4 sovraintendenti e 38 assistenti. Sono chiamati a gestire un’utenza media di 50 utenti, tra penale e circondariale oltre a tre in semilibertà e uno che beneficia del lavoro esterno. Nel 2024 gli ingressi sono stati 193, i dimessi per espiazione pena 10 e quelli per misure alternative 27. Hanno ottenuto permesso premio in 9, 3 in permesso di necessità e 3 in semilibertà hanno beneficiato della licenza. Sono stati eseguiti 253 servizi di “traduzione” con un impiego di 816 agenti da parte del nucleo detenzioni e piantonamenti che gestisce anche la tutela e scorta a personalità destinatarie di provvedimenti di sicurezza su territorio regionale. Per attività di polizia giudiziaria nel 2024 trasmesse 14 comunicazioni di notizie di reato, 2 sequestri di stupefacenti e 4 indagini delegate dall’autorità giudiziaria. Sono state otto le operazioni di contrasto all’introduzione di stupefacenti in carcere. Gli otto atti di autolesionismo e i cinque tentativi di suicidio sono stati prontamente sventati dai colleghi durante le operazioni di sorveglianza e controllo. Sono 378 le prestazione mediche erogate presso l’istituto di cui 285 per dipendenze patologiche oltre ad un accesso al pronto soccorso e ad un Tso. Presi in carico dal gruppo di prevenzione di rischio suicidio in 19 con problematiche connesse alla tossicodipendenza. Molteplici i corsi come biblioteca e cineforum, pizzaiolo, giornale di istituto, corso di teatro, orti sociali, radio in carcere, pet terapy, corsi sportivi, scacchi, bridge, corsi scolastici di matematica, informatica e alfabetizzazione per stranieri. Incontri con gli alunni Ipsia e la tombolata con la Fermana, oltre agli spettacoli allestiti internamente. A questi si aggiungono i progetti di educazione alla legalità, incontri con le psicologhe e lo sportello amico: in tutto 185 hanno aderito. Ricordo la vicinanza del vescovo Armanado Trasatti sempre presente, non solo per infondere speranza ma anche assistenza e il volontario Mauro Trapè che colma i vuoti esistenti».

Intervento molto dettagliato da parte della dottoressa Serena Stoico, che dirige da un anno proprio il Carcere di Fermo: «Il nostro è un lavoro delicatissimo e decisivo per il destino delle singole persone. Una quotidianità fatta di tanti gesti che meriterebbero di essere conosciuti. Un dato numerico inferiore agli altri corpi ma con molteplici compiti e servizi. Partendo dal Gruppo Operativo Mobile al Nucleo investigativo, ad esempio. I soggetti che abbiamo sono tutti condannati in via definitiva e dunque pronti al reinserimento, solo una parte in semilibertà: il tutto in regime di media sicurezza con trattamento intensificato. I poliziotti penitenziari sono chiamati a dare risposte e lo fanno forti della loro professionalità e compassione retta nel rispetto della legalità, per salvare tanti dalla paura e dall’insofferenza del rientro in società, un momento di cui farci carico tutti. Il carcere è una piccola comunità, in cui andare a messa, lavorare e fare la spesa, e il funzionamento di essa è possibile grazie al lavoro di tutti. Il nostro è l’unico istituto in Italia ad avere il contributo di un vescovo come Trasatti. Più volte abbiamo aperto le porte all’esterno, in tanti raccontano di detenuti che nonostante la condizioni appaiono sereni e rispettosi degli operatori esterni e penitenziari. Questo clima mi rende orgogliosa e il grazie va a tutti coloro che operano presso la Casa di Reclusione di Fermo e che difendono la speranza e onorano le divise che indossano».

Nella parte finale della cerimonia invece sono stati premiati gli agenti che si sono distinti per il loro operato. Encomio concesso all’Assistente Capo Coordinatore Fabio La Civita che “libero dal servizio insieme ad altre persone, soccorreva un bagnante salvandolo dall’annegamento”. Premiati gli agenti e assistenti che si sono contraddistinti per senso di appartenenza, disponibilità ad assolvere incarichi e che rappresentano punti di riferimento per i colleghi. Sono gli assistenti Paolo Biscioni, Celestino Massimo Chiucchiuini, Pietro Angelo Lombardo, Giovanni Rosito e Maurizio Supino.

Premiate le poliziotte penitenziarie che, in un istituto penitenziario interamente maschile, forniscono il loro prezioso contributo onorando ogni giorno la divisa: sono le assistenti Romina Barbarini, Cesara Di Nicolò, Daniela Reina, e Sonia Tavoni.


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