di Pierpaolo Pierleoni
Le ali della fenice che risorge dalle ceneri e quelle della farfalla dei Democratici e popolari. Sono i due simboli con cui Enrico Piermartiri lancia la sua sfida per le amministrative 2025. Oggi pomeriggio la presentazione nella sede elettorale di piazza Matteotti. L’avvocato parte spiegando il senso del suo slogan elettorale: “Il mio paese. La felicità”.
«Siamo un gruppo di amici stanchi di vedere un paese triste – spiega Piermartiri – dove tutti rievocano il passato e si rammaricano di dove siamo andati a finite. Oggi siamo una città in stato prefallimentare. Parliamo di felicità perchè questa tristezza diffusa non si può più sopportare. Non possiamo dire ai cittadini che li renderemo felici, ma rendere la città più accogliente, più vivibile, quello è possibile. Ci siamo chiesti se valesse la pena di battersi in un paese dove troviamo da 30 anni i soliti dinosauri incatenati al potere. La molla che ci ha spinto a rompere gli indugi è stato il progetto creato ad arte dai soliti politicanti di destra e di sinistra, di riunire tutti in un grande progetto per guarire Sant’Elpidio a Mare. E’ un ossimoro pensare che possano risollevare la città le stesse persone che l’hanno abbattuta. In tribunale una proposta del genere sarebbe immediatamente rigettata per inammissibilità. Ecco, quest’accozzaglia di interessi di estrazione diversa che si mettono insieme ci ha spinto a dare un segnale alternativo. un ringrazamento particolare a Gianmarco Governatori, amico e confidente, è sua l’ideazione del simbolo della fenice».
Piermartiri sottolinea alcuni principi cardine. «Il primo lo sottolineo più volte, servono figure di qualità. Nè io né i miei candidati siamo mai stati uomini di partito, abbiamo una coscienza civica autentica. E sarò chiaro da subito. Non andremo con nessuno, rimaniamo da soli oggi e in futuro. O andiamo al ballottaggio o staremo all’opposizione, non ci sono alternative. Qualcuno dopo un po’ di purgatorio si professa civico, ma è falso. I miei avversari sono tre uomini di partito. Vogliamo dare una scossa, che parte dalla partecipazione dei cittadini, dal bilancio partecipato per coinvolgere la collettività nelle decisioni. Sant’Agostino diceva che solo la conoscenza delle persone porta amore per la persona».
Critico, Piermartiri, sulle scelte recenti in materia di edilizia scolastica. «Per quanto tempo i ragazzi dovranno stare ancora in quei container da terremotati? Per non parlare della scuola infanzia di Casette d’Ete, dove si è fatto un contratto con scadenza a metà anno scolastico, una roba inconcepibile. Altro aspetto sarà il decoro insieme alla sostenibilità ambientale. Girate i vicoli, le frazioni, il lungotenna che sembra bombardato. Sant’Elpidio meriterebbe un trattato sul malcostume e su come non si amministra, da far studiare a Scienze politiche».
Ad affiancare il candidato sindaco ci sono Emanuele Gentili per i Democratici e popolari ed Eleonora Mancini, per RisorgiSem.
«La nostra lista è presente da più di 20 anni di cui io ho vissuto una piccola parte – ricorda Gentili – Alle scorse comunali ci eravamo fermati. Spesso nella nostra storia, da titolari ci siamo trovati relegati in tribuna e può venir voglia di mollare. Ma gli ultimi due anni ci hanno spinto a un esame di coscienza. Non possiamo lasciare il paese in questo stato senza aver provato a rimetterci in gioco, all’insegna della partecipazione, della trasparenza, dell’inclusività nelle scelte. Siamo come l’Amerigo Vespucci, un veliero che non ha il motore e i propulsori di altre corazzate, a noi serve il vento e quello che lo possono dare solo i cittadini». «RisorgiSem non è solo il nome della lista, ma un impegno – continua Eleonora Mancini – siamo un gruppo di professionisti, artigiani, genitori, accomunali dalla volontà di migliorare con senso civico, aiutare la città a rialzarsi per costruire un futuro, convinti che il bene comune sia superiore agli interessi personali. Spessore morale e attenzione al territorio, per questo siamo con Enrico Piermartiri».
La prossima settimana Piermartiri aprirà il ciclo d’incontri nel territorio. Partirà il 9 aprile in centro storico, proseguirà il 10 alla sala parrocchiale di Casette d’Ete e l’11 al bar Due ruote a Luce. «Trovare i candidati non è stato semplice, è una sfida per coraggiosi – conclude il candidato sindaco – Vogliamo risvegliare una coscienza, un’alternativa è possibile, gli altri sono uomini di partito. Noi andiamo da soli, non abbiamo partiti. La filiera istituzionale? Non è detto serva sempre uno sponsor per avere contributi e finanziamenti, può bastare studiare, prepararsi, progettare. Perchè dobbiamo sempre affidarci al santo di turno?»
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